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In libreria/ Annagloria Del Piano. “Con gli occhi del cuore” di Paola Mara De Maestri 
Lo scorrere del tempo tra passato e presente, ponte di un sentire che sa di eterno
18 Settembre 2016
 

C’è, nella raccolta Con gli occhi del cuore di Paola Mara De Maestri, un forte sentire il passaggio del tempo.

Tempo che regala altro tempo o che porta via presenze e occasioni. E forte, su tutto, il sentirsi radicata in un lieto passato, fatto di ricordi di un’infanzia serena, a contatto con la natura e con l’amore genitoriale, soprattutto dell’amatissimo padre. Ricorre, infatti, con frequenza l’immagine dell’albero, albero sempreverde, imperituro a restare, man mano che i cerchi di altrettanta vita ne scalfiscono il tronco. Un elemento vitale e possente, da cui sbocciano nuovi germogli, le esistenze dei figli. È così che si viene a creare quell’indistruttibile filo invisibile / ricordo indelebile - ponte tra il vecchio e il nuovo - che con amore continua a restare teso.

Il tempo può diventare carceriere, dunque, e farci sentire prigionieri nelle sue maglie, quando forte è il dolore per un lutto, ad esempio, e la nostalgia ci assale. Allora diviene arcigno tiranno - unico ostacolo alla felicità.

Un tonfo. E la vita rovesciò il suo volto.

Le tue radici sentivo ancora salde

Ed invece tu - albero del mio primo germoglio -

Già viravi verso l’infinito.(…)

ed io - fiore della tua pianta –

Senza di te

Sono precipitata nella terra

Riarsa dal fuoco e dal vento (…)

(da Albero del mio primo germoglio)

Ma, sembra suggerire l’autrice con la sua poesia, se ci si lascia andare all’amore, ci si fa avvolgere e coinvolgere dalla sua potenza, il tempo che scorre può davvero poco contro un sentire che si perde nel senso dell’eternità:

(…) L’amore ha radici profonde

niente lo scalfisce

anche il tempo non riesce a rubare

questo sentire che sa di eterno.

(da L’amore è…)

Quando ci si abbandona a teneri ricordi, allora il tempo sa diventare magico ed è in grado di riverberare in noi il canto di un eterna dolcezza.

(…) Ritorno a mio padre bambina,

il profumo di sole saliva dalla cucina

con la borsa di vino prendeva le scale

rosso di fisarmonica e la nostalgia m’assale.

Ritorno ai fiori di campo e al verde del grano

Quando il domani sonnecchiava nel pugno di una mano (…)

(da Ritorno a mio padre)

È un tempo mai finito / di un sogno che continua a pulsare.

Ma ad un certo punto arriva il momento della primavera, della vita nuova, che con la sua forza dirompente stempera il riavvolgersi del nastro: è con le poesie dedicate alla nascita del figlio Gioele che Paola Mara De Maestri riveste i suoi versi di nuove luci: la tua luce mi irradia il cuore; / quell’intramontabile luce / ritratto indelebile di principio e fine; bocciolo di luce che sa tenermi per mano e rischiarare il mondo.

A te novello germoglio,

fiore novembrino

sbocciato allo sfuocare del giorno:

pensiero, poesia, cuore.

L’attesa

- falò di emozioni

intagliate nel ceppo dei ricordi -

sopravvive allo scivoloso ribollire del tempo

al tiepido sbadiglio quotidiano,

al fragoroso tuonare dell’ignoto.

Per te che t’illumini, m’illumini

il primo e ultimo respiro

trovano specchio

nel sorriso che apre al cielo.

(A Gioele)

E allora, davvero, la felicità non abita lontano e il suo segreto è forse capire che siamo noi / gli inconsapevoli artefici del nostro divenire.

 

Annagloria Del Piano

 

 

Paola Mara De Maestri, Con gli occhi del cuore

Lampi di stampa, 2014, pp. 64, € 8,50


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