Itinerario
Dal fondo della piana di Agneda salite, per carrozzabile prima e sentiero poi, fino al versante settentrionale del bacino di Scais (m 1434, ore 0:50).
Un comodo sentiero segnalato s'insinua in Val Caronno fino alla Capanna Mambretti (m 2003, ore 1).
Dal rifugio ci si inerpica a N lungo i ripidi prati. Anche se non facili da individuare, le bandiere bianche e rosse dipinte sui sassi guidano lungo pascoli e macereti fino alla piana detritica che precede l'impennata finale per il Passo Biorco (sentiero per la Donati).
Si abbandona la via tracciata e si piega a dx (E). Si risale un gradone che adduce a un nuovo ripiano. Due laghetti di disgelo son lì a dare il benvenuto ai pochi alpinisti che transitano in questi luoghi desolati (m 2400 ca., ore 1:30). Il grande anfiteatro è dominato oltre che dal Pizzo degli Uomini, anche dai Pizzi Biochi. A NO si distingue il Pizzo Rodes, mentre a SE l'altezza dello spartiacque preclude la vista sul gruppo Scais-Redorta.
Ci si porta ora sulla sx (NE) del vallone detritico e per la dx orografica si sale verso NE puntando il Passo degli Uomini, passaggio sulla cresta meridionale dell'omonimo pizzo. In quei luoghi si snoda l'impervio sentiero segnalato per il Bivacco Corti (se lo trovate, è buona cosa seguirlo fino al passo).
Raggiunto lo spartiacque si devia dalla pista segnalata e si sale per ripidi e scomodi sfasciumi in direzione della vetta del Pizzo degli Uomini, che può esser raggiunta contornando sia a dx che a sx i contrafforti rocciosi sommitali (m 2788, ore 1:30).
Dalla cima ciò che più colpisce (eccetto la bruttezza dell'omino che vi ho costruito) è l'incredibile contrasto fra il verde e docile fondovalle e le imponenti e tetre pareti delle cime dei gruppi di Coca e Scais. A NE, proprio sotto il Pizzo di Scotes, precipita un sinistro vallone con lingue di neve e ghiaccio che si spegne nelle ombre molti metri più in basso.